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Il Contrato di lavoro a Tempo Determinato

Autor: Luigi di Paola e Ileana Fedele

Disponibilidade: Pronta Entrega

Preço: R$ 380,00

Título: Il Contrato di lavoro a Tempo Determinato
Autor: Luigi di Paola e Ileana Fedele
Editora: Giuffrè
ISBN: 9788814161940
Ano: 2011
Nº de páginas: 632
Encadernação: Brochura

Presentazione:
L'opera offre una completa ed ordinata panoramica della disciplina concernente il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, illustrando schematicamente l'evoluzione dei vari orientamenti della dottrina e della giurisprudenza sviluppatisi, fino ad oggi, sul tema. Nel volume, in particolare, sono prese in esame le articolate problematiche relative alla Direttiva 1999/70/CE ed alla sua attuazione nell'ordinamento italiano; la delicata tematica legata alle ragioni legittimanti l' apposizione del termine nonché al relativo onere di specificazione. Appropriato spazio è riservato, inoltre, all'analisi delle previsioni concernenti i settori, caratterizzati da specialità, aeroportuale e postale. Si procede quindi, progressivamente, alla puntuale disamina della disciplina prevista dal d.lg. n. 368/2001 (divieti, proroga, disposizione transitoria - dichiarata incostituzionale - concernente l'indennizzo, scadenza del termine e sanzioni, successione dei contratti a termine, diritto di precedenza, principio di non discriminazione, formazione, informazioni, esclusioni e discipline specifiche, abrogazioni e diritto transitorio). Un'impostazione di taglio ricostruttivo e sistematico è adottata nella elaborazione dei capitoli concernenti la trasformazione del contratto a termine in uno a tempo indeterminato, la disciplina e le conseguenze della predetta trasformazione (avuto riguardo anche alle innovazioni introdotte nel c.d. collegato lavoro), le preclusioni alla tutela ripristinatoria del rapporto (tenuto conto, anche qui, delle novità apportate dal collegato lavoro nonché dal c.d. decreto mille proroghe), il regime del contratto a tempo determinato ricavabile dal sistema e la particolare disciplina del contratto a termine nel pubblico impiego privatizzato.

INDICE SOMMARIO
Presentazione
Elenco delle principali abbreviazioni
CAPITOLO PRIMO
LA DIRETTIVA 1999/70/CE SUL LAVORO A TEMPO
DETERMINATO E LA SUA ATTUAZIONE
NELL'ORDINAMENTO ITALIANO
Guida bibliografica
1. Il valore della direttiva come canone ermeneutico privilegiato
della normativa interna di attuazione
2. Struttura della direttiva e dell'accordo quadro.
2.1. Segue: la questione del valore meramente politico o giuridicamente
rilevante del preambolo e delle considerazioni
generali
2.2. Segue: la tesi del valore giuridico del preambolo e delle
considerazioni generali riceve l'avallo della Corte di giustizia
3. Significato generale della direttiva e dell'accordo quadro: superamento
della tesi che limita la portata della normativa comunitaria
alla prevenzione degli abusi ed al rispetto del principio di
non discriminazione; l'opzione di fondo a favore della stabilita`
ovvero della flessibilita` condizionata.
3.1. Segue: la Corte di Cassazione e la Corte di Giustizia europea
si esprimono a favore della tesi sulla preferenza per la
stabilita`
4. Il campo di applicazione della direttiva e dell'accordo quadro:
l'espressa esclusione del lavoro interinale e dei rapporti di formazione;
la questione dei contratti a termine stipulati dalle amministrazioni
pubbliche.
4.1. Segue: la questione dell'ambito di applicazione dell'accordo
rispetto al primo contratto a tempo determinato. Le
opposte interpretazioni della clausola 3.1. sulla definizione
del ''lavoratore a tempo determinato'': limiti di tale approccio.
4.2. Segue: la tesi che nega l'applicabilita` dell'accordo al primo
contratto a termine
4.3. Segue: la tesi che nega l'equiparazione fra contratto a termine
e contratto a tempo indeterminato anche per la stipula
del primo contratto
4.3.1. Segue: l'individuazione dei limiti posti dalla normativa
comunitaria al primo contratto a termine.
La tesi sulla necessita` di ragioni oggettive ovvero
oggettivamente determinate
4.4. Segue: la giurisprudenza - di legittimita` e di merito -
include il primo contratto a termine nell'ambito di applicazione
dell'accordo.
4.5. Segue: la giurisprudenza della Corte di giustizia si pronuncia
a favore della tesi estensiva dell'ambito di applicazione
dell'accordo ma esclude che esso imponga di giustificare
con ragioni obiettive ogni primo e unico contratto a
tempo determinato
5. Il principio di non discriminazione. La nozione di ''lavoratore a
tempo indeterminato comparabile'' .
5.1. Segue: la Corte di giustizia europea riconosce l'efficacia diretta
del principio di non discriminazione previsto dalla
clausola 4.1. dell'accordo quadro
5.2. Segue: limitazioni all'applicazione del principio di non discriminazione
5.3. Segue: il principio del pro rata temporis
6. Diritti di informazione e di rappresentanza sindacale
7. Le misure di prevenzione degli abusi
7.1. Segue: la dottrina sul criterio teleologico del raggiungimento
del risultato perseguito dalla direttiva
7.2. Segue: la Corte di giustizia segue il criterio teleologico nell'individuazione
dell'obbligo degli Stati membri in ordine
alla prevenzione degli abusi
7.2.1. Segue: il criterio teleologico come parametro per
l'individuazione della ''norma equivalente'
7.2.2. Segue: il criterio teleologico come parametro per
l'individuazione della nozione di ''ragioni oggettive''
7.2.3. Segue: il criterio teleologico come parametro per
l'individuazione della nozione di ''contratti o rapporti
di lavoro a tempo determinato successivi''
7.2.4. Segue: il criterio teleologico come parametro per
stimare l'obbligatorieta` del ricorso alla sanzione
della conversione in rapporto a tempo indeterminato
7.2.5. Segue: il criterio teleologico come canone ermeneutico
principale per la valutazione di compatibilita`
del diritto interno rispetto alla prevenzione degli
abusi secondo la direttiva
7.3. Segue: efficacia diretta della clausola di prevenzione degli
abusi negli ordinamenti nazionali e disapplicazione della
norma interna in contrasto con la direttiva. Esclusione. Risarcimento
del danno. Condizioni
8. Le disposizioni di attuazione
8.1. Segue: in particolare, la c.d. clausola di non regresso.
8.2. Segue: il dibattito sulla portata della clausola. La tesi della
cristallizzazione delle tutele nazionali vigenti e la tesi della
piena modificabilita` in peius con il limite dalla tutela minima.
Prevalenza della tesi intermedia: divieto di utilizzare
l'attuazione della direttiva come ''pretesto'' per giustificare
l'arretramento di tutela .
8.2.1. Segue: il dibattito sull'individuazione degli obiettivi
che giustificano l'arretramento di tutela
8.3. Segue: la nozione estensiva di ''applicazione dell'accordo''
secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia
8.4. Segue: il dibattito sull'individuazione della ''materia coperta
dall'accordo''
8.5. Segue: il dibattito sull'individuazione del ''livello generale
di tutela''
8.5.1. Segue: il concetto di porzione significativa dei lavoratori
impiegati a tempo determinato secondo la
giurisprudenza della Corte di giustizia
8.6. Segue: efficacia diretta della clausola di non regresso negli
ordinamenti nazionali e disapplicazione della norma interna
in contrasto con la direttiva. Esclusione. Obbligo
dell'interpretazione conforme. Limiti
9. Il recepimento della direttiva nell'ordinamento italiano. La legge
delega n. 422/2000 ed il decreto legislativo n. 368/2001
9.1. Segue: la conformita` della normativa previgente ai requisiti
della direttiva .
9.1.1. Segue: innovativita` e continuita` nel decreto legislativo
di recepimento della direttiva. La tesi della liberalizzazione
del contratto a termine: obiezion
X INDICE SOMMARIO
9.1.2. Segue: la giurisprudenza di legittimita` si pronuncia
a favore della invarianza del principio ''regola-eccezione''
9.1.3. Segue: l'abbandono del sistema di tassativita` e la
previsione di una clausola apert
9.2. Segue: l'introduzione della c.d. causale finanziaria Poste (l.
266/2005) 9.3. Segue: la riforma del Welfare (legge n. 247/2007
9.3.1. Segue: la re-introduzione del principio regola-eccezione
9.4. Segue: le innovazioni introdotte con il decreto legge
n. 112/2008 e la legge di conversione n. 133/2008
9.5. Segue: le modifiche introdotte dal c.d. collegato lavoro
9.6. Segue: le questioni aperte. Il decreto legislativo n. 368/
2001 fra violazione della legge delega e rispetto della clausola
di non regresso.
CAPITOLO SECONDO
LE RAGIONI GIUSTIFICATIVE
DELL'APPOSIZIONE DEL TERMINE
Guida bibliografica .
1. I presupposti sostanziali generali di ammissibilita` del ricorso al
contratto a termine: la tesi imperniata sulla necessaria sussistenza
del requisito della temporaneita` delle esigenze aziendali
1.1. Segue: la tesi imperniata sulla sufficienza di una ragione
obiettiva non arbitraria o fraudolenta
1.2. Segue: la portata ed i limiti del concetto di temporaneita`
delle esigenze aziendali
1.3. Segue: le ragioni riferibili alla normale attivita` del datore
di lavoro
2. La possibile rilevanza, ai fini dell'accertamento della sussistenza
delle ragioni giustificative, di previsioni in sede collettiva circa la
possibilita` di assunzioni a termine
3. Le ragioni di carattere sostitutivo
3.1. Segue: l'indicazione del dipendente sostituito e la mancata
effettiva sostituzione dello stesso
3.2. Segue: necessita` della permanenza della ragione sostitutiva
per tutto lo svolgimento del rapporto
3.3. Segue: l'insussistenza del diritto del lavoratore alla prosecuzione
del rapporto fino al rientro del dipendente sostituito.
4. Le ragioni di ordine tecnico, produttivo e organizzativo
4.1. Segue: l'espletamento di mansioni diverse da quelle indicate
in contratto .
5. L'onere della prova circa la sussistenza delle ragioni oggettive e
del nesso eziologico tra queste e contratto stipulato
6. Il sindacato del giudice in ordine alla effettiva sussistenza della
ragione legittimante l'apposizione del termine
CAPITOLO TERZO
LA FORMA E L'ONERE DI SPECIFICAZIONE
Guida bibliografica
1. Contenuto. Continuita` e differenze con il regime previgente
2. L'onere di specificazione delle ragioni di apposizione del termine
2.1. Segue: la latitudine del controllo giudiziale secondo la giurisprudenza
di merito
2.2. Segue: le recenti puntualizzazioni della giurisprudenza di
legittimita`
2.3. Segue: in particolare, l'onere di indicazione del nome
del dipendente sostituito e della causa della sua sostituzione
2.3.1. Segue: la tesi che ritiene superato l'onere di indicazione
del nome del sostituito
2.3.2. Segue: la tesi che ritiene l'indicazione del nome
del sostituito implicata dall'onere di specificazione
2.3.3. Segue: necessita` dell'indicazione del dipendente
sostituito e della causa della sostituzione nella sentenza
interpretativa di rigetto della Corte costituzionale
2.3.4. Segue: la Cassazione si pronuncia nel senso della
non necessita` dell'indicazione del dipendente sostituito
in presenza di situazione aziendale complessa
2.3.5. Segue: la Corte di giustizia indica al giudice nazionale
criteri che inducono ad escludere la violazione
della clausola di non regresso per effetto
della soppressione dell'onere di indicazione del sostituito
e della causa di sostituzione
2.3.6. Segue: considerazioni conclusive sulla questione
XII INDICE SOMMARIO
2.4. Segue: l'indicazione specifica delle ragioni di ordine tecnico,
produttivo e organizzativo. L'approccio rigoroso
della giurisprudenza di merito.
2.5. Segue: l'indicazione specifica delle ragioni di ordine tecnico,
produttivo e organizzativo. Le aperture della giurisprudenza
di legittimita`
2.6. Segue: l'indicazione specifica mediante rinvio ad altri testi
scritti accessibili alle parti nel caso di complessita` della ragione
giustificativa.
3. L'apposizione diretta o indiretta del termine: la tesi secondo cui
l'avverbio ''indirettamente'' consentirebbe l'apposizione del termine
anche in atto unilaterale del datore di lavoro; obiezioni
3.1. Segue: la tesi secondo cui l'avverbio ''indirettamente'' consentirebbe
di desumere l'apposizione del termine dal tenore
complessivo dell'accordo; obiezioni
4. Il termine per la consegna dell'atto
5. Riduzione del termine per il c.d. lavoro occasionale
6. Le conseguenze della inosservanza dei requisiti formali
7. L'onere della prova
CAPITOLO QUARTO
LA DISCIPLINA AGGIUNTIVA PER IL TRASPORTO
AEREO, I SERVIZI AEROPORTUALI
ED IL SETTORE POSTALE
Guida bibliografica
1. Il contratto a termine nel settore del trasporto aereo ex art. 2,
primo comma, d.lg. n. 368 del 2001
2. Il contratto a termine nel settore postale ex art. 2, primo
comma-bis, d.lg. n. 368 del 2001: l'interpretazione riduttiva della
disposizione.
2.1. Segue: l'interpretazione conforme all'intento del legislatore 200
2.2. Segue: la tesi della necessita` della indicazione delle ragioni
di cui all'art. 1 del d.lg. in caso di successione di contratti
per il periodo antecedente all'entrata in vigore della l.
n. 247 del 2007.
2.3. Segue: la questione di legittimita` costituzionale della disposizione
2.4. Segue: la pronuncia di non fondatezza della Corte costituzionale
2.5. Segue: la questione di pregiudizialita` comunitaria
INDICE SOMMARIO XIII
2.6. Segue: l'area di applicabilita` della disciplina. Il concetto di
''servizi nei settori delle poste''
2.6.1. Segue: il calcolo dell'organico ai fini del rispetto
della clausola di contingentamento
2.6.2. Segue: l'applicabilita` della restante disciplina
2.6.3. Segue: il problema della portata della comunicazione
delle richieste di assunzione alle organizzazioni
sindacali provinciali di categoria
2.7. Segue: il problema della impropria ''conversione'' della
causale
3. La deduzione e prova dei presupposti legittimanti l'apposizione
del termine
CAPITOLO QUINTO
I DIVIETI
Guida bibliografica
1. L'esigenza di prevedere espressamente i divieti nel sistema a
causale ''aperta''
1.1. Segue: finalita` perseguite dalla previsione dei divieti
2. Il divieto di sostituire lavoratori che esercitano il diritto di sciopero
3. Il divieto di assunzione entro i sei mesi successivi a licenziamenti
collettivi
4. Il divieto di assunzione presso unita` produttive nelle quali sia
operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario,
con diritto al trattamento di integrazione salariale
5. Il divieto per le imprese che non effettuano la valutazione dei rischi.
6. Effetti dell'inosservanza dei divieti
CAPITOLO SESTO
LA PROROGA
Guida bibliografica
1. Le condizioni di ammissibilita` della proroga: consenso del lavoratore,
intervento della proroga prima della scadenza del termine
e durata iniziale del contratto inferiore a tre anni
1.1. Segue: l'unicita` della proroga, le ragioni oggettive e il concetto
di stessa attivita` lavorativa per la quale e` stato stipulato
il contratto a tempo determinato
XIV INDICE SOMMARIO
2. L'onere della prova relativo all'obiettiva esistenza delle ragioni
che giustificano la proroga .
3. Le conseguenze della eventuale violazione della disposizione .
CAPITOLO SETTIMO
LA DISPOSIZIONE TRANSITORIA (DICHIARATA
INCOSTITUZIONALE) CONCERNENTE L'INDENNIZZO
PER LA VIOLAZIONE DELLE NORME IN MATERIA
DI APPOSIZIONE E DI PROROGA DEL TERMINE
Guida bibliografica
1. Il contenuto della disposizione.
2. La dichiarazione di illegittimita` costituzionale della disposizione.
3. Gli effetti della dichiarazione di illegittimita` costituzionale
CAPITOLO OTTAVO
SCADENZA DEL TERMINE E SANZIONI
Guida bibliografica
1. La continuazione del rapporto di lavoro dopo la scadenza del
termine inizialmente fissato o successivamente prorogato
2. La continuazione del rapporto di lavoro oltre il ventesimo o
trentesimo giorno (dopo la scadenza del termine inizialmente fissato
o successivamente prorogato)
3. La riassunzione del lavoratore a termine
4. Le due assunzioni successive
5. La frode alla legge
CAPITOLO NONO
LA SUCCESSIONE DI CONTRATTI A TERMINE
Guida bibliografica
1. La disciplina di cui all'art. 5, comma 4-bis, del d.lg. n. 368 del
2001
2. Le diverse disposizioni dei contratti collettivi
3. I requisiti di applicabilita` della disciplina legale
3.1. Segue: la frode alla legge
4. Il calcolo dei 36 mesi
5. La deroga individuale assistita
6. La normativa transitoria
7. Le ipotesi per le quali non operano le disposizioni di cui al
comma 4-bis dell'art. 5 del d.lg. n. 368 del 2001
8. La distribuzione dell'onere della prova in materia
9. La sanzione per il superamento del limite di durata dei 36 mesi
per i contratti a termine stipulati tra i medesimi soggetti
10. La sanzione per il mancato rispetto della procedura di derogabilita`
assistita nonche´ per il superamento del termine stabilito nell'ulteriore
contratto
CAPITOLO DECIMO
IL DIRITTO DI PRECEDENZA
Guida bibliografica
1. La regola generale sul diritto di precedenza
2. Il diritto di precedenza dei lavoratori stagionali
2.1. Segue: la sentenza della Corte costituzionale n. 44 del 2008 298
3. Esercizio ed estinzione del diritto di precedenza
4. I rimedi contro l'inadempimento
CAPITOLO UNDICESIMO
IL PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE,
LA FORMAZIONE, LE INFORMAZIONI
Guida bibliografica
1. Il principio di non discriminazione
2. La formazione
3. Le informazioni
CAPITOLO DODICESIMO
ESCLUSIONI E DISCIPLINE SPECIFICHE
Guida bibliografica
1. L'ambito di applicazione della disciplina del contratto a termine
1.1. Segue: ratio ed estensione - totale o parziale - delle
esclusioni
2. Lavoro temporaneo, contratto di formazione e lavoro, apprendistato
e rapporti formativi .
3. Le esclusioni per discipline specifiche non menzionate: personale
navigante e sportivi professionisti.
4. Il lavoro a termine in agricoltura e nel settore del commercio ortofrutticolo
5. Il lavoro a termine nel settore del turismo e dei pubblici esercizi
6. Il lavoro a termine per i dirigenti .
7. Il personale artistico e tecnico delle fondazioni di produzione
musicale .
8. Ipotesi di esclusione parziale per ragioni soggettive
8.1. Segue: i lavoratori in mobilita`
8.2. Segue: i lavoratori in sostituzione di dipendenti in congedo
parentale
8.3. Segue: i lavoratori con diritto a pensione .
8.4. Segue: i disabili
9. Le esenzioni dai limiti quantitativi come ipotesi di esclusione
parziale .
9.1. Segue: Il ruolo della contrattazione collettiva nella individuazione
dei limiti quantitativi
9.2. Segue: conseguenze in caso di inosservanza della clausola
di contingentamento
9.3. Segue: le ipotesi esenti dai limiti quantitativi
CAPITOLO TREDICESIMO
ABROGAZIONI E DISCIPLINA TRANSITORIA
Guida bibliografica
1. Abrogazioni esplicite ed ipotesi espressamente richiamate.
1.1. Segue: abrogazioni tacite: necessita` di ricorrere agli ordinari
criteri ermeneutici per individuare le disposizioni di
legge «comunque incompatibili»
2. La disciplina transitoria per le clausole collettive ex art. 23 legge
n. 56/1987: passaggio ''morbido'' al nuovo regime.
2.1. Segue: ambito della contrattazione collettiva salvaguardata
2.2. Segue: scadenza temporale dei contratti collettivi e rinnovi
2.3. Segue: rapporto fra le clausole collettive mantenute in via
transitoria e la fonte legale vigente
2.4. Segue: l'ambito delle ''diverse intese''.
3. Il regime transitorio dei contratti individuali
CAPITOLO QUATTORDICESIMO
LA TRASFORMAZIONE (O CONVERSIONE)
DEL RAPPORTO DI LAVORO A TERMINE
IN UNO A TEMPO INDETERMINATO
Guida bibliografica
1. La conversione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato
in uno a tempo indeterminato e le cause che la determinano
2. Le conseguenze della accertata mancata sussistenza delle ragioni
legittimanti l'utilizzo, ad opera del datore, del contratto a termine:
premessa
2.1. Segue: la tesi della trasformazione del rapporto quale effetto
dell'operativita` della nullita` parziale o quale principio
immanente al sistema
2.2. Segue: la tesi della riqualificazione tipologica del contratto.
2.3. Segue: la tesi della inefficacia della clausola appositiva del
termine.
2.4. Segue: la tesi della nullita` totale del tipo flessibile con conseguente
applicazione dell'art. 2126 c.c..
2.5. Segue: l'intervento risolutivo della Suprema Corte. La instaurazione
di un contratto a tempo indeterminato quale
sanzione per l'illegittimita` della clausola appositiva del termine
2.5.1. Segue: l'inapplicabilita` dell'art. 1419, primo
comma, c.c., anche in ragione della natura non essenziale
della clausola appositiva del termine
2.5.2. Segue: considerazioni conclusive sulla questione
2.5.3. Segue: le critiche di parte della dottrina .
2.6. Segue: la trasformazione del rapporto di lavoro subordinato
a tempo determinato in uno a tempo indeterminato
quale regola di diritto vivente secondo la sentenza n. 214/
2009 della Corte costituzionale
3. Illegittimita` del contratto di lavoro a termine ed incidenza sui
successivi contratti a tempo determinato.
4. Blocco delle assunzioni per le societa` a partecipazione pubblica
locale totale o di controllo e trasformazione del contratto a termine

CAPITOLO QUINDICESIMO
LA DISCIPLINA E LE CONSEGUENZE
DELLA TRASFORMAZIONE (O CONVERSIONE)
DEL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
IN UNO A TEMPO INDETERMINATO
Guida bibliografica
1. La questione dell'applicabilita` , o meno, del regime del licenziamento
2. La tesi dell'inapplicabilita` della disciplina del licenziamento e
suo fondamento
2.1. Segue: la tesi dell'applicabilita` della disciplina del licenziamento
e suo fondamento
2.2. Segue: la dottrina di supporto alla tesi dell'applicabilita`
della disciplina del licenziamento
3. L'applicabilita` del regime del licenziamento solo in caso di intimazione
di un vero e proprio atto espulsivo qualificabile come
recesso datoriale.
4. La scelta compiuta dal legislatore nel c.d. ''collegato lavoro'
5. La non equivalenza della domanda di reintegrazione nel posto
di lavoro rispetto a quella di accertamento di nullita` della clausola
appositiva del termine .
6. La statuizione sulla corresponsione delle retribuzioni, a titolo risarcitorio,
in favore del lavoratore
6.1. Segue: la questione di legittimita` costituzionale concernente
la previsione dell'indennita` risarcitoria omnicomprensiva
6.1.1. Segue: la questione di legittimita` costituzionale
concernente la disciplina transitoria dell'indennita`
risarcitoria omnicomprensiva
6.2. Segue: l'intimazione di ricevere la prestazione quale atto
idoneo a realizzare la mora accipiendi.
6.3. Segue: la tesi favorevole alla spettanza delle retribuzioni, in
favore del lavoratore, anche in difetto di mora accipiendi
6.4. Segue: l'aliunde perceptum e i danni evitabili
7. L'ammissibilita` , o meno, della condanna al pagamento dei contributi
8. Altri effetti della trasformazione del rapporto: la disciplina del
comporto per malattia
8.1. Segue: la sede di lavoro
8.2. Segue: il regime di part time .
8.3. Segue: le mansioni
8.4. Segue: la maturazione degli scatti di anzianita` negli intervalli
non lavorati
9. La nullita` del patto di prova
10. La ripresa del servizio
CAPITOLO SEDICESIMO
LE PRECLUSIONI ALLA TUTELA
RIPRISTINATORIA DEL RAPPORTO
Guida bibliografica
1. Premessa.
2. La decadenza prevista dall'art. 32 della l. 4.11.2010, n. 183
2.1. Segue: le disposizioni transitorie in materia di decadenza
2.2. Segue: il differimento dell'efficacia del termine di decadenza
nel c.d. Decreto Milleproroghe 2011
3. L'intimazione del licenziamento
4. La risoluzione consensuale tacita
4.1. Segue: l'indirizzo rigoroso
4.2. Segue: l'indirizzo elastico
4.3. Segue: l'indirizzo di taglio empirico o fondato sulla buona
fede e correttezza
4.4. Segue: la posizione della piu` recente giurisprudenza
5. La risoluzione consensuale espressa
6. Le dimissioni
7. La novazione
8. Negozi risolutori e successione di contratti a termine
9. L'operativita` del fatto preclusivo ed il possibile rimedio per la
relativa rimozione.
CAPITOLO DICIASSETTESIMO
IL REGIME DEL CONTRATTO A TEMPO
DETERMINATO RICAVABILE DAL SISTEMA
Guida bibliografica
1. La durata massima del contratto a termine
2. Contratto a termine e patto di prova
3. Contratto a termine e distacco
4. Il recesso ante tempus.
5. La decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi del lavoratore
in caso di successione di contratti a termine legittimi .
XX INDICE SOMMARIO
CAPITOLO DICIOTTESIMO
IL CONTRATTO A TERMINE
NEL PUBBLICO IMPIEGO PRIVATIZZATO
Guida bibliografica
1. Le alternanti vicende della flessibilita` nel pubblico impiego privatizzato
1.1. Segue: l'introduzione del d.lg. n. 368/2001. Abrogazione o
sopravvivenza dell'art. 36 d.lg. n. 165/2001 con riferimento
al regime sanzionatorio
1.2. Segue: le modifiche nel decreto legge n. 78/2009 convertito
in legge n. 102/2009
1.3. Segue: la disciplina ex lege n. 183/2010. In particolare: il
regime sulle decadenze.
2. Il rispetto delle procedure di reclutamento
3. Le causali giustificative del contratto a termine nel lavoro pubblico
privatizzato: le esigenze temporanee ed eccezionali
4. L'apparato sanzionatorio. In particolare: la tutela risarcitoria in
luogo della conversione del rapporto
4.1.1. Segue: legittimita` del divieto di conversione del
rapporto secondo la Corte costituzionale
4.1.2. Segue: la posizione della dottrina
4.1.3. Segue: la Corte di giustizia europea ''salva'' il divieto
rimettendo al giudice interno la valutazione
circa l'adeguatezza della tutela prevista.
4.2. Segue: i parametri per il risarcimento del danno
4.2.1. Segue: il rapporto fra il risarcimento dell'art. 36
d.lg. n. 165/2001 e l'art. 2126 c.c
4.2.2. Segue: la tutela risarcitoria secondo la giurisprudenza
di merito .
4.2.3. Segue: il contributo della dottrina sui criteri di liquidazione
del danno
4.2.4. Segue: la Corte di giustizia europea ribadisce che
la valutazione sull'effettivita` della tutela e` rimessa
al giudice nazionale
4.2.5. Segue: due recenti pronunce ''infrangono'' il limite
del divieto di conversione del rapporto
4.2.6. Segue: considerazioni conclusive
5. La responsabilita` del dirigente
Indice bibliografico
Indice analitico.

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